Movimento politico per l’unità: rinnovato impegno per una politica delle relazioni

21 Mar 2025 | Notizie, Vita

di Paolo Loriga

Parlamentari ed esponenti della società civile hanno dialogato sulla necessità di un rapporto costruttivo tra istituzioni e mondi vitali. Lo sviluppo della rete di amministratori locali, nata a Trieste nel luglio scorso. Il convegno dell’Mppu a Loppiano dal 7 al 9 marzo.

È venuta fuori così, quasi fosse una battuta. I due parlamentari, durante la tavola rotonda, hanno accennato al fatto che viaggiano assieme in treno Grosseto-Roma e ritorno. Il fatto inconsueto è che il senatore Silvio Franceschelli è del Partito democratico, mentre il deputato Fabrizio Rossi fa parte di Fratelli d’Italia. Perdipiù, entrambi hanno trascorsi di profonda militanza. Il primo, infatti, è stato segretario provinciale di Siena del PD e poi presidente della Provincia (tuttora è sindaco di Montalcino), mentre il secondo è stato vicesindaco a Grosseto, coordinatore di FdI per la provincia di Grosseto e poi coordinatore regionale per la Toscana. Ebbene, tutti i viaggi (ritardi compresi) sono occasione di confronto sui temi trattati dai due rami del Parlamento.

Diversità di posizioni e sensibilità, ma sempre toni pacati, buona educazione e grande rispetto. Non c’era modo migliore per dare sostanza, respiro e speranza all’appuntamento sul tema “Una politica delle relazioni per sfidare il presente, immaginare il futuro”, organizzato all’Auditorium di Loppiano dal 7 al 9 marzo dal Movimento politica per l’unità in Italia (Mppu). Con i due parlamentari, c’era l’on. Maria Elena Boschi, di Italia Viva, già ministro delle riforme costituzionali. A dialogare con loro, tre esponenti della società civile impegnata su varie frontiere, ad incominciare dal presidente dell’Azione Cattolica, Giuseppe Notarstefano, da Marco Bentivogli, cofondatore di Base Italia ed esperto di politiche del lavoro, ad Argia Albanese, presidente del Movimento politico per l’unità in Italia. Questi, assieme ad un nutrito gruppo di responsabili di associazioni e movimenti ecclesiali, stanno facendo un cammino di riflessione su democrazia e partecipazione, avviato a Trieste nel corso della Settimana sociale dei cattolici nel luglio 2024.

Nel franco dibattito sono emerse alcune diversità di posizioni, ma si sono evidenziati l’intenzione e l’impegno «a recuperare – come è stato sottolineato – un rapporto virtuoso tra politica e cittadini, tra istituzioni e mondi vitali, contribuendo ad una partecipazione sempre più qualificata». «Il fenomeno dell’astensionismo crescente è anche la conseguenza di un Parlamento che costituisce il luogo più in crisi della politica». Da qui, «la necessità di far recuperare alle due Camere autorevolezza e capacità di iniziativa e di dialogo con la società».

Un contributo ricco di prospettive è emerso il giorno successivo, sulla base del percorso della cosiddetta Rete di Trieste. Alla Settimana sociale, infatti, i consiglieri comunali, provinciali e regionali presenti all’evento espressero il desiderio di restare in contatto tra loro. L’idea prese subito piede e ora sono collegati circa 800 amministratori locali. Francesco Russo, vicepresidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, è tra gli iniziatori di questa novità. Ha riferito dell’incontro a Roma del 14 febbraio scorso con oltre 400 amministratori locali e ha risposto a quelli presenti in sala su vari aspetti della direzione di marcia intrapresa. Per Russo, «O la Rete di Trieste sarà uno spazio aperto, inclusivo e trasversale o non ha senso di esistere». I lavori del convegno sono poi proseguiti con gli approfondimenti tra i rappresentanti dei centri regionali del Mppu.

«L’attualità politica – ha commentato al termine Argia Albanese, presidente Mppu – ci sottolinea come sia urgente riprendere il filo delle relazioni per ricucire la trama della democrazia, nel nostro Paese e in Europa, in un frangente storico inaspettato, che mette in crisi certezze e assetti ritenuti consolidati». E sulla scorta del cammino avviato a Trieste, ha posto in luce «l’impegno ad abitare le contraddizioni e le fratture con uno sguardo aperto, rifuggendo le polarizzazioni delle posizioni, testimoniando che l’ispirazione all’umanesimo cristiano nell’azione politica esige di anteporre sempre la ricerca del Bene comune».

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