Chiara Luce

Un w-e di “luce”

Nel w-e che precede la sua festa liturgica, come ogni anno, la beata Chiara Luce Badano viene festeggiata a Loppiano attraverso “24 ore di luce”, una due giorni di preghiera, performance, testimonianze e musica. Quest’anno, la sera del 26 ottobre, andrà in scena anche lo spettacolo “Io sono un altro te”, opera originale dei Giovani per un Mondo Unito della città di Firenze, ispirata alla vita di Chiara Luce.

«Dio ti ama immensamente e vuole penetrare nell’intimo della tua anima e farti sperimentare gocce di cielo. Chiara Luce è il nome che ho pensato per te; ti piace? È la luce dell’Ideale che vince il mondo». Così, Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, scriveva nel 1989 a Chiara Badano, la giovane di Sassello (Sv) ammalata di osteosarcoma che, il 25 settembre 2010, è stata proclamata beata e la cui “luce”, santa normalità, continua ad attirare ed ispirare uomini e donne di ogni latitudine. Così è per i giovani della Cittadella di Loppiano, provenienti da più di 20 nazioni che, partendo dalla sua vita, domenica 27 ottobre, alle 10.00, proporranno un momento di musica, arte e testimonianze dedicato a quella “santità della porta accanto” che è una strada percorribile da tutti. Come si comincia? Secondo i giovani di Loppiano, scegliendo uno stile di vita che possa trasformare le tante notti dolorose dell’umanità in luce, attraverso l’amore concreto agli altri e il dono della propria vita.

O così come è successo ai Giovani per un Mondo Unito di Firenze che attraverso la loro creatività hanno dato vita ad uno spettacolo a lei dedicato, dal titolo “Io sono un altro te” e che andrà in scena la sera di sabato 26 ottobre, alle 21.00.

«Chiara Luce è una di noi, niente superpoteri, proprio come noi con i suoi alti e bassi, i dubbi, speranze, difficoltà e sogni! Ecco il motivo della scelta del titolo Io sono un altro te”» spiegano. «Lei è uno di quei “preziosi riflessi di Cristo che risplendono per stimolarci e farci uscire dalla sonnolenza” (Christus Vivit 49), sì perché morire a 19 anni ed essere il segno così tangibile di una vita bella e felice è roba da perderci la testa. Attraverso Chiara Luce è stato come entrare in punta di piedi anche nella nostra vita, nella nostra storia personale e guardarla con quella “luce” capace di illuminare anche gli angoli più bui della nostra anima».

In scena ci saranno: Edoardo, Marta, Elisabetta, Teresa, Tobia, Sofia, Gaia, Maria, Ilaria, Masha, Paolo, Giulia, Chiara, Eric, Allegra, Maddalena, Mulu, Cristina… Ognuno di loro si è messo in gioco con i propri talenti e la propria sensibilità. Soprattutto, ci rivelano, con la disponibilità all’ascolto dell’altro. «Ognuno di noi ama di lei un aspetto diverso, ma certamente la sfida più sconvolgente che ci ha indicato con la sua vita è l’esperienza di come “il dolore possa essere trasfigurato dall’amore”, cioè di come ci possa essere nel dolore la possibilità di alzare lo sguardo e fissarlo in Dio. Chi ha avvicinato Chiara nei momenti più duri della malattia ha certamente incontrato il dolore, ha visto un corpo macerato, consumato ma anche uno sguardo e un sorriso che inequivocabilmente avevano il sapore del Paradiso». Il ricavato dello spettacolo, attraverso l'Associazione "Con lo sguardo di Filippo", aiuterà Yuri, un giovane in cura da tanti anni per un osteosarcoma, con varie recidive, a causa delle quali ha subito l'amputazione di una gamba. I ricavati del concerto lo aiuteranno a acquistare una protesi adeguata che gli permetta di condurre una vita normale. Anche Yuri sarà presente durante lo spettacolo.