UN WEEK END CON CHIARA LUCE BADANO

24ore di luce, 1.440 minuti di un viaggio nella luce: sembra proprio questa l'esperienza vissuta il 28 e 29 ottobre a Loppiano, da centinaia di persone, tanti giovani, che si sono lasciati guidare e ispirare dalla straordinaria esperienza di Chiara Luce Badano.
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Ma cosa può avere di così speciale un'adolescente come lei e perché la sua vita continua a illuminare chiunque si imbatta anche solo per un attimo con la luce dei suoi occhi?

Ce lo hanno raccontato un gruppo vivacissimo di 34 giovani, provenienti da tutto il mondo, che a Loppiano fanno un'esperienza di incontro con Dio, di fraternità universale, la stessa esperienza che Chiara Luce ha vissuto fino al suo ultimo respiro. Lei, a 18 anni, colpita da un cancro senza speranza, ha lasciato la terra, testimoniando che solo in Dio Amore si trova la pienezza della gioia, e nel donarsi per amore, la vera maturità.

I giovani attori dei programmi di questi due giorni, hanno cantato, recitato, danzato, condiviso esperienze con la spensieratezza tipica della loro età, e con l'impegno di chi sa di avere una vita sola da spendere bene. Hanno preso sul serio le parole di Chiara Lubich che, con la sua tipica franchezza, spronava così i giovani che incontrava: "D'altra parte, vivere per una cosa così così, ...è troppo magra per un giovane che ha una vita sola. Qui conviene vivere per qualcosa di grande..." "...Amore, dunque, amore seminato in molti angoli ... perché sia realtà una invasione d'amore, e si realizzi, anche per il nostro contributo, la civiltà dell'amore che tutti attendiamo. A questo siamo chiamati, a vedere cose grandi."

Il 28 ottobre sera, mentre fuori vibravano le stelle e fra le scintille scoppiettanti di un fuoco acceso, si è inaugurata la saletta Chiara Luce, letteralmente gremita da persone di età e vocazioni diverse. Quando si è fatto scendere il telo che copriva l'immagine della beata Chiara Luce, si è sentita vibrare la sua presenza che, a detta dei presenti, spronava tutti ad incontrarsi, ad amarsi a vicenda concretamente, si da diventare stelle lucenti, piene d'amore, e insieme, costellazioni per rischiarare il buio in cui può trovarsi il mondo.

Domenica mattina, 29ottobre, l'Auditorium di Loppiano si è inzuppato di luce, con la presenza di centinaia di giovani, richiamati dalla vita di Chiara Luce. Lo streaming, ha mandato il suo messaggio oltreoceano, fino all'Oriente in Nepal. L'esperienza di Chiara Luce è stata cantata, recitata, danzata...e svelata dall'anima di tutti i protagonisti dell'evento. Infine è diventata lode e ringraziamento durante la messa conclusiva nel santuario Maria Teotokos, il cui ampio abbraccio, non riusciva a contenere la folla in festa, per la giovane beata, proposta come giovane testimone per il prossimo sinodo dei giovani del 2018.

Cosa resta dopo queste 24ore? Piovono subito a caldo alcune parole chiavi: amore, pienezza, luce, sicurezza, fiducia che la vita può cambiare, lavoro di squadra, sacrificio positivo, unità a scapito dell'orgoglio... Chiara Luce soleva ripetere che chi ama, non è piccolo, e, infatti, la sua grandezza si è manifestata chiaramente quando ha detto sì anche al dolore incomprensibile della sua malattia, in quel dolore ha trovato Gesù, uno come lei, come ogni uomo che sulla croce grida l'abbandono.

I giovani di Chiara Luce, hanno fatto loro questo suo messaggio, salutando così la platea commossa, parafrasando la Lubich: Chiara Luce è diventata un raggio di luce brillantissimo, che oggi ha illuminato noi, così come continua a illuminare tanti. Con lei, guardando a Gesù Crocefisso e Abbandonato, troveremo la possibilità di non tremare di fronte a qualsiasi situazione. Anzi diverremo raggi di luce lì dove viviamo, per guidare questa nostra umanità verso la fraternità universale.