Hiroshi Munehiro Niwano

Rissho Kosei-Kai, per un mondo di pace

Un gruppo di giovani del Movimento buddista Rissho Kosei-kai si trova in questi giorni a Loppiano. Abbiamo chiesto a Hiroshi Munehiro Niwano, genero dell’attuale presidente, il significato di questa visita: una tappa della lunga amicizia che lega la RKK e il Movimento dei Focolari.

«La pace del mondo!» è la risposta immediata di Hiroshi Munehiro Niwano, alla domanda sulla ragion d’essere del Movimento mondiale buddista fondato da Nikkyo Niwano, nonno di sua moglie. «Vogliamo diventare più perfetti come persone e raggiungere così la pace, costruire un mondo dove si possa vivere sereni, nell’amore».

Offrendomi il suo biglietto da visita, mi spiega: «In Giappone, quando ci si sposa, si può scegliere di adottare il cognome della moglie o quello del marito. Io ho scelto quello di mia moglie, che è la figlia del nostro attuale presidente, Nichiko Niwano. Il nome Munheiro, poi, che mi è stato dato dalla RKK al momento del matrimonio, significa “unità e magnanimità”».

Parla italiano abbastanza bene, perché ha vissuto in Italia più volte, anche se per brevi periodi. «Nel 1975 – racconta ripercorrendo una lunga storia di amicizia – alcuni dei nostri giovani vennero a Roma, in Vaticano, in occasione del Giubileo. Poi visitarono Loppiano. Pochi anni dopo, nel 1979, al nostro fondatore fu conferito il Premio Templeton (chiamato il Nobel della religione n.d.r.). In quell’occasione, Nikkyo Niwano conobbe Chiara Lubich, che due anni prima aveva ricevuto lo stesso premio. Fu allora che l’invitò alla Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace che stava muovendo i suoi primi passi».

È nata così una feconda collaborazione tra il Movimento dei Focolari e la Rissho Kosei-kai, sia in Giappone che in altre parti del mondo, una collaborazione fatta anche di “scambio di esperienze religiose” come dice Munheiro. Poco a poco, Loppiano è diventata tappa obbligata nella formazione dei loro ministri. «Sono 240 le nostre “chiese” e abbiamo quindi bisogno di persone formate che facciano da guida in queste comunità. Tutti i giovani che studiano nel nostro seminario, ormai da 4 anni, passano alcuni giorni qui a Loppiano, perché è importante, per loro, conoscere altri giovani che fanno una scelta radicale e scoprire le motivazioni che li hanno spinti». Munheiro, però, aggiunge un particolare che sorprende: «Quando andiamo nelle case dei giovani, qui a Loppiano, le troviamo sempre molto pulite e ordinate. Loro ci hanno spiegato che dove è pulito è più facile sentire la presenza di Dio e ascoltare il suo messaggio. Questo ci piace».

Oltre ai giovani in formazione, ci sono anche alcuni membri dello staff, «perché – spiega – anche noi abbiamo delle strutture per l’accoglienza e ci interessa sapere come voi siete organizzati, come dividete i compiti secondo un ordine che richiama i colori dell’arcobaleno».

Ascoltandolo, è come vedere Loppiano riflessa in uno specchio, o meglio guardata attraverso degli occhiali… buddisti. Per concludere, gli chiedo che cosa vorrebbe dire agli abitanti, se volesse rivolgere a tutti un incoraggiamento. «Nella cultura giapponese – spiega – solo un superiore può incoraggiare uno più giovane di lui, quindi io non potrei. Mi verrebbe, però, da dire: “Siete bravi! Andate avanti!”. Ci colpisce sempre il fatto che, parlando con gli abitanti di Loppiano, troviamo in tutti lo stesso impegno a mettere in pratica le parole di Chiara, tutti si rifanno ai suoi insegnamenti. Questo è molto bello, è un esempio per noi. Per questo dico che siete bravi!».