Concorso

IL CORAGGIO DELLA FRATERNITA': in mostra il talento della "buona scuola"

Concluso il 2 giugno scorso il concorso letterario e artistico "Una città non basta", promosso dalla cittadella per il suo cinquantesimo, in collaborazione con la Diocesi di Fiesole.

La buona scuola? Il 2 giugno scorso l'abbiamo vista, ascoltata e anche ammirata. Ce ne siamo stupiti perché forse, quando se ne parla di questi tempi, l'associamo a immagini e soprattutto a fatti (recenti) diversi.

A Loppiano il 2 giugno scorso abbiamo assistito ad uno spettacolo straordinario ed entusiasmante e cioè alla rivincita di quell'aspetto della scuola che attraverso tutti i suoi componenti si fa "maestra di vita": in cui s'impara gli uni dagli altri, in cui si ha voglia di mettersi alla prova, in cui i ragazzi condividono, ma anche insegnano intorno ad una tematica scottante quanto naturale: l'integrazione, il multiculturalismo, l'accettazione delle differenze. Per circa un anno 36 scuole del Valdarno di ogni ordine e grado hanno approfondito l'argomento grazie anche ad incontri con i ragazzi di Loppiano. La maggior parte di loro proviene da decine di Paesi diversi e trascorre nella cittadella da 6 mesi a un anno, frequentando corsi di spiritualità, Intercultura e facendo esperienza di vita e studio in una "città-mondo" come Loppiano. Sono nati momenti di dialogo intensi e importanti, in cui i ragazzi delle scuole hanno "toccato con mano che vivere in pace è bello e possibile", come uno di loro ha detto. Il risultato del percorso è una vasta e variegata produzione di lavori ed elaborati sul "coraggio della fraternità: dai temi letterari alle composizioni poetiche, disegni, plastici, brevi produzioni video, composizione di vere e proprie canzoni a tema. E chi più ne ha più ne metta...

Dalle decine di scolaresche che sfilavano sul palco dell'Auditorium di Loppiano, si coglieva anche la bellezza e la spontaneità del rapporto tra docenti e alunni, frutto senz'altro di passione da entrambe le parti, ma anche di un percorso che ha fatto scoprire cose nuove anche agli insegnanti. "Nei dialoghi in classe su questi argomenti sono venuti alla luce pezzi di vita dei miei ragazzi, che altrimenti non avrei mai conosciuto" - racconta una professoressa. "Il concorso è stato un'occasione preziosa per parlare di temi forti come amicizia, razzismo, accettazione del diverso, paura e perfino dell'origine delle guerre".

Partner dell'iniziativa era anche la diocesi di Fiesole, rappresentata nella persona del vescovo, mons. Meini che, consegnando i premi ai ragazzi, ha sottolineato l'importanza di crescere nel rispetto e nella fratellanza perché, ha affermato, o il futuro sarà la convivenza, oppure sarà fosco e buio. 

Decine i premi distribuiti a singoli alunni e a scolaresche intere. Da segnalare il pregio dei componimenti poetici, recensiti anche con vere e proprie critiche ad opera di esperti.  Singolare ed esemplificativo allo stesso tempo, la condizione di una classe di uno degli istituti del Valdarno in cui sono solo due le alunne di nazionalità italiana. Nel presentare i ragazzi, una degli insegnanti commentava: "Qui l'Intercultura è già in atto giorno per giorno ed è fonte di ricchezza e apertura enormi".

Tutti i lavori premiati verranno man mano caricati su questa pagina web.

 

Qui è possibile visualizzare i video premiati.

Qui l'album fotografico della premiazione.