Volontarie di Dio

Giovani volontarie e volontari di Dio in formazione

Lunedý 25 marzo, Ŕ cominciata nella cittadella la scuola di formazione delle volontarie e dei volontari. Sono circa 370 i partecipanti di 17 lingue diverse e provenienti da tutti i continenti.

«Chi è il volontario? Il volontario è: uno che ci crede. Crede al Vangelo ed agisce di conseguenza. Non fa compromessi col mondo. Vuole portare fuoco, sapendo che è fuoco il Regno di Dio sulla terra. Il fuoco agisce in Lui e si alimenta creando attorno a sé la rivoluzione evangelica. […] Il volontario non sta a contemplare l’amore, ma ama. Dio gli si manifesta dentro». Così, Chiara Lubich descriveva nel maggio del 1960 la vocazione dei Volontari di Dio, una diramazione del Movimento dei Focolari di cui fanno parte persone di tutte le professioni e categorie sociali che hanno scelto di seguire Dio radicalmente e liberamente e che, nel quotidiano della loro vita, cercano di incarnare la spiritualità del carisma dell'unità, secondo le loro più disparate condizioni personali. Insomma, sono i “primi cristiani” del mondo contemporaneo.

In questi giorni, 370 giovani in formazione sono ospiti della cittadella, per la loro scuola. Provengono da tutti i continenti e parlano 17 lingue diverse. Racconta Patience Mollè Lobè, camerunense, ingegnere, prima donna del suo Paese ad occupare l’incarico di vice-direttore presso il Ministero dei Lavori Pubblici, e responsabile internazionale delle Volontarie del Movimento dei Focolari: «Abbiamo pensato di fare una scuola per i giovani, di vivere insieme una settimana con questi giovani, perché vedano e scoprano che vivere il carisma dell’unità è una chiamata quotidiana. Abbiamo scelto Loppiano perché siamo convinti che le cittadelle siano luoghi speciali, dove non servono i grandi discorsi, perché qui si vive il Vangelo e questo porta le persone a sentire una trasformazione anche interna, una conversione. Durante questa scuola, ci sono state delle conversioni confermate. Una di loro in questi giorni ha detto: “Io ho vissuto un po’ così, nella mia vita… ad un certo punto mi sono convertita ma qui mi sono convinta di questa conversione e sono sicura che Dio mi darà la grazia di questa scelta radicale”».

Insomma, la cittadella di Loppiano è anche un luogo dove “ritirarsi” ma per vivere insieme, alla luce del Vangelo.

«C’è la presenza viva, non solo il ricordo, di Chiara Lubich, qua. Lei che ha pensato, che ha visto il disegno di questa cittadella. Così, si vivrebbe nel mondo se tutti si amassero» commenta Patience.

E i partecipanti a questa scuola chi sono?

«Sono persone che stanno approfondendo la loro vocazione. Però, non abbiamo voluto dare importanza a questo, alla vocazione, nella scuola. Quello che volevamo era che tutti loro sperimentassero la vita con Gesù in mezzo, frutto dell’amore reciproco. Sarà Lui, poi, a guidarli sulla loro strada. La vocazione del volontario si capisce con la testimonianza. Uno si rende conto che in quella persona c’è qualcosa in più… che ti attira, che è il carisma che vive. Poi, è Dio che chiama».