Figline a colori/1

Figline a Colori: oltre la paura, la gioia della fratellanza

Il 23 maggio scorso un pomeriggio di musiche, colori, profumi, lingue diverse. Giochi per piccoli e grandi, momenti di dialogo di adulti. E poi laboratori, stands espositivi, tutto all’insegna della fratellanza univesale e della gioia di stare insieme.

Tutto questo e molto altro ancora ha caratterizzato il pomeriggio vissuto insieme a Figline Valdarno, in Piazza don Bosco il 23 maggio scorso. Un pomeriggio frutto di un percorso che ha coinvolto alunni, insegnanti, genitori e varie realtà del territorio, nel progetto denominato "Figline e Incisa a colori", l'appuntamento annuale, quest'anno patrocinato dal Comune di Figline e Incisa Valdarno (FI) che punta sull'integrazione e sul dialogo. 

Tra i promotori c'erano l'Istituto Comprensivo di Figline, la comunità Araba del Valdarno, la comunità Ortodossa, il Movimento dei Focolari, la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno e varie associazioni locali: un viaggio a più tappe che, nei mesi scorsi, ha alternato momenti di gioco, canto, esperienze culinarie e approfondimenti culturali. 

Racconta Paola: "Ci siamo ritrovati insieme, di vari paesi, chiese cristiane, religioni, credi diversi… E poco importava se chi avevi davanti a te indossava lo chador o se aveva un giubbottino di pelle di stile occidentale, se chi parlava aveva un accento italiano, arabo, portoghese o rumeno… Oggi, tra quelle circa 120 di persone (un numero purtroppo  molto limitato dalla scrociante pioggia inaspettata!) tutto questo non aveva valore. Aveva valore guardarsi negli occhi e dirsi: 'Sì, ci sentiamo… siamo fratelli… Io ti rispetto… Io ti voglio conoscere… Mi interessa chi sei, quello che vivi…' ”.

Sul palco, nella piazza, alcuni gruppi musicali (ringraziamo i Groova Groova, il Progetto Uno e il coro della Chiesa Avventista) si sono alternati offrendoci dei canti, e chi voleva passeggiare poteva ammirare la mostra dei lavori e dei progetti realizzati dai ragazzi delle scuole, sul tema dell'integrazione e del multiculturalismo.

Contemporaneamente si è tenuto  un incontro dal titolo "Dialogo oltre la paura e l'ignoranza", che ha visto gli interventi oltre che della Preside, Lucia Maddii, dell’Assessore Ottavia Meazzini e del Sindaco Giulia Mugnai, di Daniele La Mantia, pastore della Chiesa Avventista di Parma, di padre Viorel della comunità ortodossa rumena e di Moulay Zidane El Amrani, professore di sociologia dell’interculturalità dell’università di Padova “Superare le paure” era l’argomento che sottostava ad ogni intervento; le paure della diversità, della non conoscenza, della convivenza… “Il problema – diceva qualcuno - oggi non è più capire come risolvere l’ospitalità, a questa ormai ci  siamo abituati. Ma spesso quello che è difficile è ‘ospitare’ il pensiero dell’altro… Far spazio, dentro di noi, a quello che l’altro è, così com’è…”.
Ma un segreto c’è: prendere spunto dai bambini, che non hanno paura né difficoltà a stare insieme a bambini diversi da loro, magari con la pelle di un colore diverso, o che hanno una lingua che non capiscono,.. ma loro sì, con la lingua dell’amore riescono sempre a capirsi…

A conclusione di tutto una cena multietnica in cui ognuno ha portato un piatto tradizionale del proprio paese d'origine.
Intorno a un tavolo, sì… Un tavolo arricchito da una buonissima panzanella, da uno squisito cus-cus, da stupende uova sode dipende a mano (tipica ricetta rumena), da torte salate di tutti i tipi, da datteri, marron glacé.. Ce n’era davvero per tutti i gusti!

"Ma alla fine - continua a raccontare Paola - quello che ti rimaneva in cuore non era il cibo, o le parole dei relatori e nemmeno le canzoni o i giochi fatti nel centro della piazza. Era la certezza, la profonda esperienza che il dialogo è possibile, come pure il rispetto, l’accoglienza di chi forse, su certe cose non la pensa proprio come me; che l’esperienza di sentirci fratelli e amici è molto più vera e profonda di tante cose negative che, purtroppo, oggi vengono gridate in maniera troppo forte. Ma oggi no. Oggi la voce della ‘paura’ si è spenta, oggi il timore di chi è diverso da me ha lasciato il posto alla speranza di un mondo che si avvia in maniera sempre più decisa verso la pace e l’unità dei popoli. E ci siamo salutati con l’obiettivo di rivederci presto e che continueremo a camminare ciascuno sulla sua strada, ma con obiettivi comuni. E per la prossima edizione di Figline e Incisa a colori, ci sono già nuove idee!!!".