Rav Levi e la Prof. Gioietta Casella

Ester, la regina che salva il popolo

Rav Joseph Levi, Rabbino emerito della ComunitÓ Ebraica di Firenze, e la Prof.ssa Gioietta Casella, docente presso la FacoltÓ Teologica dell'Italia Centrale, hanno commentato il Libro di Ester, in occasione della XXX Giornata del dialogo ebraico-cristiano, promossa il 23 gennaio scorso dalla Diocesi di Fiesole e dal Movimento dei Focolari.

«Una narrazione apparentemente banale». Così Rav Joseph Levi definisce il rotolo di Ester che è stato scelto come punto di riferimento della XXX Giornata, istituita già nel 1990 dalla Conferenza Episcopale Italiana e dedicata all’approfondimento e allo sviluppo del dialogo ebraico-cristiano. Ma la “banalità”, appunto, è solo apparente. Rav Levi ci racconta che la festa di Purim, celebrata con grande solennità ancora ai giorni nostri dal popolo ebreo, deve proprio alla storia di Ester il suo significato. È una festa in cui si condivide il cibo con parenti ed amici ma anche con i più poveri, e che, al tempo stesso, ha un timbro carnevalesco. A carnevale, infatti, gli ultimi, i servi, gli schiavi, possono giocare a fare i padroni e ad avere in mano, almeno per un giorno, le redini della società. Come è successo ad Ester che, per una volta, è riuscita ad evitare lo sterminio del suo popolo già decretato dal re.

«Ma dove ha trovato Ester la forza di affrontare il re, sapendo di rischiare la vita?» si domanda la Prof.ssa Gioetta Casella. «Nel testo greco emerge la sua preghiera a Dio, ma nel testo ebraico a un certo punto Ester decide di intervenire, di agire a carte scoperte e lo fa dopo una lunga preparazione, lo fa sostenuta da un "noi" che digiuna, dalla comunità. E lì trova il Kairos, il "momento giusto o opportuno", per agire».

Il libro di Ester, insomma, ci parla di liberazione. Come d’altronde fa l’Esodo, che è la falsa riga di tante altre narrazioni del Primo Testamento.

«Certo è Dio solo che salva – conclude la Prof.ssa Casella - ma lo fa attraverso persone che sanno “prendersi cura”, prendersi a cuore il destino di sofferenza degli altri e che agiscono anche in modo intraprendente a vantaggio degli altri».

Ci siamo. Scoppia qui l’attualità del libro di Ester. E usciamo con il desiderio di riprenderlo in mano, di diventare amici di questa donna ebrea che, da orfana ed esiliata, diventa regina e salvatrice del suo popolo.

«Stasera siamo entrati in pagine che parlano di saggezza, fiducia in Dio, vicinanza, decisione...» è il commento a caldo di Leidy Vargas, studentessa colombiana dell'Istituto Universitario Sophia. «Sia il rabbino che la professoressa Casella ci hanno lasciato nel cuore una forte sete di giustizia e l’impegno etico a cercarla, insieme alla sfida di poter ascoltare attentamente la voce degli ultimi, degli emarginati, per capire poi, nel silenzio e nella preghiera, cosa dobbiamo fare. Personalmente sono stata molto contenta dell’ambiente di profondo rispetto e ascolto reciproco che si respirava in sala, iniziando dai due relatori, nei quali riconoscevamo una forte attenzione l’uno per l’altro. È una grande fortuna poter partecipare a incontri di questo tenore che ci fanno allargare mente e spirito».

«Stasera – ha commentato Rav Levi – abbiamo fatto davvero un passo avanti verso il dialogo aperto, leale, sincero, rispettoso».