Focolarini Scuola 2015/1

DONNE E UOMINI “MONDO” IN PARTENZA DA LOPPIANO

Sono in 25 di 13 Paesi e sono partiti il 22 novembre per Montet, piccolo centro dei Focolari in Svizzera dove completeranno la loro formazione di focolarini.

Intercultura, spiritualità dell'unità, lavoro, lingua italiana, teologia, storia dei popoli sono solo alcune delle materie di studio e vita che hanno popolato le giornate di questi ragazzi che si stanno preparando a diventare focolarini: sono i consacrati del Movimento che, dopo due anni e mezzo di formazione, si stanno preparando a dar man forte alle comunità dei Focolari sparse in circa 180 Paesi idel mondo, affrontando sfide sociali, personali, talvolta guerre e conflitti. L'esperienza a Loppiano ha proprio questo scopo: in un ambiente internazionale, la cui vita sociale e personale si fonda sull'amore evangelico, ciascuno ha la possibilità di allargare cuore e mente sull'umanità, accogliendo le reciproche ricchezze.

Questo primo anno di formazione aveva preso il via con un augurio d'eccezione, quello di Bruno Venturini, un pioniere dei Focolari che ci ha lasciato pochi mesi fa. Questo focolarino dei primi tempi ha augurato a questi giovani all'inizio della sua stessa strada, di essere dono gli uni per gli atri e di lasciare a Dio l'iniziativa nella storia di ciascuno: "Non siamo noi quelli bravi a costruirci la vita - ha spiegato - è Gesù che lo fa"

Questi giovani, come altre centinaia prima di loro, a partire dagli anni cinquanta sono partiti dai propri Paesi mettendo in gioco tutto: aspirazioni personali, carriere e sogni, per un progetto - la fraternità universale - che chiede tutto, per dar vita a una rete capace di cambiare il mondo. 

"L'esperienza a Loppiano mi ha aiutato ad imparare a relazionarmi con persone diverse per cultura, razza e religione - spiega Cyrille dalla Costa d'Avorio  -  a perseguire uno scopo nella vita. 

Voglio cercare di essere un dono, mettendo a disposizione i miei talenti, pochi o tanti che siano". 

In una serata di festa e ringraziamento reciproco con gli abitanti della cittadella, questi giovani raccontano come l'esperienza a Loppiano a contatto con tante culture li abbia aiutati ad "aprirsi", "A diventare più che filippini - spiega Yong, regista -  a diventare ‘mondo'".

E' "famiglia" la parola più ricorrente nei loro racconti. "E' l'esperienza che facciamo costantemente: - raccontano Romina dell'Argentina e Tarek della Siria - anche le feste sono l'occasione per conoscere i nostri popoli e le culture".

"Anche nelle nostre comunità, i focolari, viviamo come una famiglia - spiega Mariel - condividiamo tutto: quello che siamo, gioie e dolori". Naturalmente la vita a Loppiano non è tutta rose e fiori; i ragazzi non nascondono sfide o difficoltà: "La convivenza multiculturale non è mai facile - dice Mavin del Vietnam - poi spiega che l'asso nella manica è il fatto di guardare tutti nella stessa direzione, il desiderio di costruire l'unità nel mondo: "E' questo che ci fa superare le difficoltà" e Marco, egiziano, spiega come ha affrontato novità e diversità di vita in questi mesi a Loppiano: "Guardando circostanze e persone attraverso lo sguardo di Dio". 

Anche noi auguriamo loro buon viaggio e lo facciamo con le parole di Maria Voce, presidente dei Focolari, che così ha definito la formazione alla scuola di Loppiano: “Essa serve a formare apostoli per costruire un mondo unito, uomini e donne ‘mondo’, pronti a capire il mondo”.