I terreni della Coopertiva

Andiamo all'assemblea!

Il prossimo 8 giugno alle ore 10.00, in localitÓ Tracolle, Ŕ stata convocata l'Assemblea Ordinaria dei Soci della Cooperativa Loppiano Prima. Un'assemblea che si inserisce in un percorso nuovo, di cui essere consapevoli.

Diciamolo pure. Questo del 2019 è stato un maggio molto strano. Ma ieri ha smesso di piovere. Da ieri, camminando per le strade di Loppiano, sembra di essere immersi in un quadro impressionista, con la differenza che i papaveri, i cipressi, le ginestre, la pieve in lontananza, sembrano messi a nuovo e lucidati. E mentre ci si riempie gli occhi di tanta bellezza, si pensa alla Laudato Si’, a Greta Thumberg, ma anche ai pionieri della cittadella, alla Cooperativa Loppiano Prima

Il 19 maggio 1973, quindi esattamente 46 anni fa, nasceva la Cooperativa grazie alla convinzione e alla tenacia di un migliaio di “volontari e volontarie di Dio”, membri del Movimento dei Focolari, che accolsero con entusiasmo, fede e generosità, l’invito a trasformare quella tenuta, abbandonata da anni, nel ridente e fertile paesaggio che oggi ammiriamo. Da allora le avventure sono state innumerevoli: i soci sono aumentati fino a diventare 4000, tutti i terreni coltivati hanno ottenuto la certificazione biologica, poi la crisi economica si è fatta sentire e così pure la fatica, la grande fatica nel portare avanti questo progetto che non vuole perdere di vista gli alti ideali che lo sostengono fin dall’inizio.

Diceva Igino Giordani in un messaggio alla Cooperativa: «Voi testimoniate e gridate il Vangelo semplicemente con il lavoro e la comunione dei beni… E siete le primizie di una società da molti concepibile solo a parole eppure da tutti sognata. Per voi e grazie a voi il mondo di domani è già cominciato».

E Carlo Isolan, che negli anni 80 si è trasferito a Loppiano proprio per sostenere, con il suo lavoro, la Cooperativa: «Tanti anni fa, avevo detto a Chiara Lubich che volevo dare la vita per la Cooperativa, e lei mi ha dato un versetto del Vangelo da vivere: “Egli dimorerà fra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il ‘Dio-con-loro’.” Io ci credo ancora e voglio starci, contento di esserci. Sono venuto a Loppiano perché la natura risplenda. È la mia vita… cooperare alla creazione!».

Maria Emmaus Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, in una sua lettera dell’anno scorso, ha scritto ai soci proprio in occasione dell’Assemblea: «La Parola di Gesù che Chiara ha consegnato alla Cooperativa fin dal suo nascere, “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù”, risuona oggi come un invito più che mai attuale, anche per rispondere all’invito che Papa Francesco ha rivolto a Loppiano di “plasmare un volto nuovo della città degli uomini secondo il disegno d’amore di Dio… con fiducia e realismo».

La Cooperativa, quindi, si inserisce in un processo che affonda le sue radici nella storia della cittadella, ma che vede anche nuove spinte in avanti. È in questo contesto che si colloca l’appuntamento “Loppiano chiama chi ama Loppiano… e la sua terra” che si è svolto lo scorso 27 aprile. Leggiamo nella lettera di invito: «Di fronte alle grosse difficoltà che le attività agricole in genere stanno vivendo ed a quelle di Loppiano in particolare, alla necessità di innovare e rinnovarsi, abbiamo pensato ad un momento di laboratorio creativo, aperto, partendo da competenze e conoscenze del settore. Un appuntamento che vorremmo avesse tra i partecipanti, imprenditori e professionisti, ma anche giovani che hanno voglia di impegnarsi in questo settore».

In quell’occasione, la presentazione di Cooperativa e di Fattoria Loppiano è stata fatta da due consulenti: Andrea Spollero, commercialista esperto in ristrutturazioni aziendali e Piero Ballico, agronomo. Hanno offerto un quadro della situazione attuale, frutto anche del lavoro di due “diligence” a loro affidato ed ancora in corso.

Certo è troppo presto per dire quali frutti abbia portato questa iniziativa di “Loppiano chiama…”, ma «quello che è certo – ci dice Luisa Marlis Colombo, tra i promotori del progetto – è che abbiamo piantato un seme, piccolo o grande che sia non importa. In questo caso non c'è metafora migliore! Ora si tratta di avere pazienza, di prendersi cura, di lavorare e… vedremo presto una bella fioritura!».

Certamente questo nuovo impulso darà respiro anche alla Cooperativa, sebbene in questo momento non siano ancora definite le modalità di questa sinergia.

Insomma, la Cooperativa è viva e lotta contro le avversità di oggi con le stesse armi con cui i pionieri hanno affrontato quei terreni pieni di sassi e di fango: la tenacia, la fede, la generosità, la profonda convinzione che un mondo nuovo è possibile, l’impegno personale e collettivo, la fatica che questo impegno comporta. Ecco, venire all’Assemblea è un modo per dire, con Carlo Isolan: «Io ci credo ancora e voglio starci, contento di esserci. È la mia vita… cooperare alla creazione!».