Chiara b/n

16 luglio 1949 – 16 luglio 2019

Il 16 luglio di 70 anni fa, si apre una pagina fondamentale nella storia di Chiara Lubich e del gruppo di compagne e compagni che si raccoglie attorno a lei. A Tonadico di Primiero nelle Dolomiti, Chiara vive una straordinaria esperienza mistica e illuminativa, che le mostra le linee fondanti dell’Opera di Maria. Che indicazioni può trarre la cittadella di Loppiano da quell’esperienza?

Proprio 70 anni fa, Chiara Lubich, con alcune delle sue prime compagne, decide di andare in montagna, a Tonadico di Primiero, per fare un periodo di riposo.

Ci sono anche alcuni dei primi focolarini e c’è Igino Giordani, deputato, scrittore, giornalista, affascinato dalla proposta di vita e dalla spiritualità di Chiara.

E precisamente il 16 luglio, dall’esperienza del “patto di unità” tra Chiara e Igino Giordani (che tutti chiamavano Foco), inizia un periodo di grandi illuminazioni per lei, periodo che poi verrà chiamato “Paradiso ‘49”.

Ci si può chiedere se il “Paradiso ‘49” abbia un qualche legame con Loppiano… Certo, se è vero com’è vero, che per Chiara quel periodo ha segnato la nascita dell’Opera di Maria, allora ci deve sicuramente essere un legame e anche molto diretto.

Negli archivi della cittadella, abbiamo trovato il testo di un discorso che Chiara ha fatto proprio a Loppiano nel 1965, intitolato “Le dieci Mariapoli”. In questo discorso, Chiara spiega che nella cittadella, chiamata, come sappiamo, anche “Mariapoli permanente”, sono concentrate tutte le caratteristiche delle prime dieci Mariapoli e ovviamente parte dal ‘49.

Tra l’altro dice: «Mi sembrava che il Signore mi facesse penetrare un pochino, in un baleno, quello che è il vero significato di questa Mariapoli permanente. (…) Quasi tutti voi avete partecipato a qualche Mariapoli estiva, penso, o ne avrete sentito parlare. La Mariapoli estiva ormai è un cliché - diciamo - divino, che si ripete nel mondo. Quest'anno ne abbiamo fatte dodici o tredici. Però per arrivare a questo cliché che ormai si sparge nel mondo e nello spazio, sono stati necessari, per il Signore e per noi, dieci anni, per la formazione di questa creatura che poi avrebbe dovuto moltiplicarsi nel mondo. (…) Mi è sembrato di capire che qui si fondessero tutti i disegni di Dio, che Dio ebbe su ciascuna delle dieci Mariapoli, con qualcosa di più (…). E il di più è questo: che questi disegni si concretizzano, si vedono, sono al concreto e sono perpetui, si eternizzano. (Applausi) L'altro giorno quando è stato qui Sua Eminenza il card. Florit, parlando di questo incontro, lui ha detto una parola "Tabor", e lui, per la grazia di stato che ha per noi, ha centrato, veramente quello che era il vero significato della prima Mariapoli, che è nata nel '49, nella mente di Dio. (…) Lì era come il manifestarsi del divino fra persone umane, proprio come in un "Tabor". Era una visione mille e mille volte saporosa e luminosa di quella realtà che è il regno di Dio in mezzo a noi... Gesù in mezzo a noi (…).  L'abbiamo chiamato - dicevo - "Paradiso" e Paradiso è stato, e chi ne sa qualcosa sa che quello che dico è vero. Ora, qui, questo Paradiso deve ripetersi, iniziando con oggi. E voi sapete cos'è Paradiso: Paradiso è bruciare tutto ciò che si vede per potere mostrare ciò che non si vede. Riuscire cioè a cancellare dalla propria anima, dal proprio spirito: le   case, le cose, le persone, gli oliveti indorati che voi vedete, i colli verdeggianti, i cipressi meravigliosi, per far risplendere soltanto ciò che non si vede: Dio».

«Questo Paradiso deve ripetersi». È forse questo il progetto di Dio su Loppiano? Ma cosa significa in concreto e soprattutto cosa significa oggi? Come si può esplicitare meglio questo legame tra il “Paradiso ‘49” e la cittadella?

Abbiamo pensato di rivolgere queste domande a Piero Coda, preside dell’Istituto Universitario Sophia, che ha fatto parte, fin dall’inizio, della Scuola Abba, cioè di quel gruppo di studiosi che hanno approfondito con Chiara i testi relativi a quel periodo di luce. Lui ci ha risposto con un testo intitolato “Un’idea di città” che pubblicheremo domani, in occasione del 70° anniversario del cosiddetto “Paradiso ‘49”.