Per scuola una città

Le 10 scuole sono rivolte a coloro che sono già in contatto col Movimento dei Focolari nel loro Paese e intendono investire la loro vita come animatori nelle diverse parti del mondo.

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Pur nella varietà di programmi e di partecipanti - persone che donano totalmente a Dio la loro vita, famiglie, ragazzi, sacerdoti, religiosi e religiose, adulti che vogliono impegnarsi seriamente nel portare lo spirito del Vangelo nelle realtà umane -– le scuole sono inserite pienamente nella vita di Loppiano che viene così a presentarsi nel suo aspetto di "città-scuola" dove si viene per diventare uomini e donne rinnovati dall'amore e proiettati alla costruzione della fratellanza universale, di un mondo unito.

Dove s'insegna la fraternità
In questo contesto - fortemente caratterizzato dalla vita comunitaria, dalla multiculturalità, dallo stretto legame tra lavoro, studio e altre attività quotidiane,– si ritrovano le sfide e le domande della odierna realtà mondiale e nello stesso tempo si possono sperimentare nuove modalità di convivenza tra popoli e culture differenti. Ogni momento della vita e della giornata è scuola: il lavoro, la preghiera, l'irradiazione, il modo di tenere la casa, lo studio, l'uso dei mass-media e l'attenzione all’'ecologia.

Anni fa, Chiara Lubich ha così spiegato la funzione delle scuole di formazione nella cittadella:
Nella cittadella si fanno corsi di spiritualità secondo un metodo avvalorato dall'esperienza (con esposizioni dei vari punti della spiritualità evangelica del Movimento, dei suoi aspetti, della sua storia, con comunione d'anima e cioè con la comunicazione vicendevole, da parte di tutti, di quanto si è capito, col mettere in pratica le nozioni apprese...); si fanno lezioni di teologia, di dogmatica, di morale, di storia della Chiesa; si prega, si assiste alla santa Messa quotidiana; si lavora con impegno; si gioca; si ricevono visitatori che vogliono conoscere il nostro "ideale"; si impara soprattutto ad amare cristianamente e a vivere sempre con la presenza di Gesù in mezzo a noi. Ancora, per la propria maturazione tutti gli abitanti, pur essendo di stati diversi (vi sono appunto i focolarini e le focolarine, gli sposati consacrati, i volontari e le volontarie, le famiglie, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i giovani...), è bene vivano nella stessa realtà, pur con la necessaria distinzione, perché, anche se nel Movimento è valorizzato moltissimo lo stato di consacrazione, non è quello che più si sottolinea, ma la carità che tutti possono far ardere nel proprio cuore e che fa di molti una cosa sola».

 

Le scuole: