Religiose a Loppiano - agosto 2013

Religiose a Loppiano: il positivo che viviamo

Vivere la comunione fra religiose di congregazioni, provenienze e culture diverse è possibile. E' una testimonianza preziosa, particolarmente di fronte alle sfide e alle istanze attuali dell'immigrazione e del dialogo interculturale. L'esperienza di una religiosa che ha vissuto circa un anno a Casa Emmaus, il centro di spiritualità che accoglie le consacrate nella cittadella.

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"Ho conosciuto i Focolari nel 2005, durante gli esercizi spirituali nei quali ho vissuto una comunone vera con religiose di diverse nazionalità. Sono rimasta toccata dal fatto che riuscivamo a vivere l'unità nonostante la diversità. Nel cuore, poi, mi è rimasta impressa anche la realtà di Loppiano: ogni persona della cittadella costruiva la comunione, superando le barriere tra nazioni, lingue, culture, popoli. Qui a Casa Emmaus siamo di diverse congregazioni, nazioni e continenti. Quando i nostri rapporti sono animati da amore sincero, l'altra persona diventa un'opportunità, un dono della Provvidenza per poter gustare la bellezza della diversità. Lo vedo, per esempio, quando nei momenti di distensione ciascuna si esprime nella propria cultura con danze, scherzi, ecc. Anche in cucina: prima sentivamo una certadiffidenza, poi, con il desiderio di far felici le altre, ci siamo proposte di cucinare secondo le nostre tradizioni, "arricchedoci" vicendevolmente. 

Le difficoltà non mancano perché una vita così non è una passeggiata. L'esperienza dell'interculturalità ci chiede di cambiare tante cose a cui eravamo abituate nelle nostre congregazioni e di integrarci in questa realtà nella quale siamo tutte uguali: c'è chi viene da un impegno come superiore generale o consigliera, alcune sono segnate da antiche ferite, altre non hanno mai vissuto con religiose di diverse congregazioni e culture... Poco a poco ho capito che ero io quella che dovevo accogliere e amare le altre per prima, così come sono, con i miei limiti che anch'io spesso non riesco a superare. La vita qui è una ginnastica, ogni giorno il positivo che viviamo, le lotte che sperimentiamo, le preoccupazioni che condividiamo, l'accoglienza che tocchiamo con mano ci rendono più unite e sperimentiamo la possibilità di vivere la fraternità universale da annunciare a tutti".