Chiara su Loppiano

Chiara Lubich e Loppiano

Dove e com'è nata Loppiano, il suo ruolo nei Focolari e nella società, com'è strutturata, chi ci vive e perché, quale futuro l'aspetta. Solo alcuni dei punti toccati da Chiara Lubich in un'intervista del 2004 (in allegato l'intervista integrale).

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A colloquio con Michele Zanzucchi, ora direttore della rivista Città Nuova, in occasione del 40° della cittadella, Chiara Lubich svelava segreti e prospettive della prima delle 33 cittadelle dei Focolari. Ripercorrendone la storia e tracciando nuove linee di sviluppo, emerge una Loppiano in continua evoluzione. 

Dove e come è nata in lei l'idea di costruire una cittadella?

«L'idea è nata nel Trentino, a Tonadico nella valle di Primiero, dove si sono svolte otto delle prime dieci mariapoli estive, nel periodo che va dal 1949 al 1959. Le mariapoli erano una convivenza di persone d'ogni categoria sociale, di tutte le età, d'ambo i sessi, delle più varie vocazioni, che costituivano, durante appunto i mesi estivi, quasi una cittadella temporanea caratterizzata dalla pratica, da parte di tutti i suoi abitanti, del comandamento nuovo di Gesù: "Amatevi a vicenda come io ho amato voi" (cf Gv 13, 34), norma centrale dell'insegnamento di Gesù. «In una di queste mariapoli un giorno, ammirando da un'altura la spianata verde della valle, m'è parso di capire che un giorno il Signore avrebbe voluto, in un qualche posto, una cittadella simile a quella che si stava svolgendo, ma permanente; e, con la fantasia, ho immaginato di vedere la vallata popolata di case e casette. «Ma c'è stato un altro momento in cui l'idea della mariapoli permanente s'è fatta strada nella mia mente. In Svizzera, durante l'estate 1962, mentre ammiravo, assieme alle mie prime ed ai miei primi compagni, la meravigliosa abbazia benedettina di Einsiedeln, circondata da prati e alberghi, capii che anche per la nostra spiritualità, nuova nella Chiesa, sarebbe sorta una cittadella quasi incarnazione di essa, che avrebbe avuto in sé i principali elementi d'una città moderna con case, chiesa, negozi, campi, industrie le più varie, scuole...».